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METODOLOGIA CLIL

“Noi CLIL… E tu?”

Dall’anno scolastico 2016/17 le classi quinte della nostra Scuola sperimentano lo studio di una disciplina utilizzando la metodologia CLIL, in lingua inglese. Lo scorso anno questo tipo di progettazione interdisciplinare ha interessato solo le Scienze, da quest’anno, invece, interesserà anche Musica, Tecnologia e Geografia. Le insegnanti di Lingua Inglese delle classi quinte, quindi, insegnano anche una disciplina con metodologia CLIL. Per le altre classi, invece, si introduce gradualmente il CLIL attraverso lo studio di alcuni argomenti disciplinari specifici, in LS, come previsto anche dai libri di testo di lingua Inglese attualmente adottati ed in uso.

Il termine CLIL, introdotto da David Marsh e Anne Maljers nel 1994, è l’acronimo di Content and Language Integrated Learning,”, cioè̀ Apprendimento Integrato di Lingua e Contenuto, è un metodo che prevede l’insegnamento di una disciplina attraverso una lingua straniera, con un duplice obiettivo: apprendere il contenuto disciplinare e, contemporaneamente, la lingua straniera. Nel nostro paese è stato a volte usato l’acronimo italiano ALI che sta per Apprendimento Linguistico Integrato. Per attivare un apprendimento integrato, la lingua straniera viene utilizzata per insegnare contenuti disciplinari: si usa l’inglese per insegnare arte, musica, scienze, ecc.

Il CLIL non sostituisce le normali lezioni d’inglese, ma affianca ed integra l’insegnamento linguistico curricolare. Si viene quindi a creare una maggiore esposizione alla lingua straniera e un ambiente d’apprendimento meno artificiale e più legato alla vita reale della classe. Non c’è infatti bisogno di simulare esperienze, ma si fanno esperienze per apprendere contenuti disciplinari. Si usa la lingua straniera per fare (formulare ipotesi, sperimentare, giocare, osservare, comparare, classificare, ecc.) e si imparano strategie per imparare (learning skills). Nel CLIL lingua, contenuto e abilità di studio sono integrati e connessi. Ed è proprio questa la grande sfida del CLIL: riuscire a proporre ambienti d’apprendimento dove una tale integrazione possa aver luogo.  

Questa metodologia prevede che lo studente sia attore protagonista della costruzione del proprio sapere: l’apprendimento del contenuto interdisciplinare diventa l’obiettivo principale e l’acquisizione di maggiori competenze comunicative in Lingua Inglese, una conseguenza. Diversificare le pratiche in classe, come richiesto dal CLIL, consente di sviluppare diverse strategie e soddisfare vari stili di apprendimento, spesso non attivati nella lezione tradizionale, e di offrire quindi maggiori possibilità di apprendimento.

La competenza linguistica in lingua straniera è definita una dimensione chiave per la modernizzazione dei sistemi di istruzione europei e la metodologia CLIL rappresenta un’opportunità innovativa per migliorare i curricoli scolastici. Tale metodologia didattica è fortemente sostenuta dall’Unione Europea per favorire e promuovere la mobilità e l’integrazione dei suoi cittadini, abbattere le barriere linguistiche, educare i giovani a essere capaci di muoversi ed agire in un contesto plurilingue che pone nuove sfide socio-economiche. Esiste un vero e proprio progetto europeo per la promozione della metodologia CLIL: “C4C” -CLIL for Children- (www.clil4children.eu).  Il progetto, partendo da un’indagine sulla situazione attuale del CLIL e da una ricerca sulle OER (Open Educational Resources), intende offrire ai docenti strumenti e linee guida per promuovere il CLIL nella scuola primaria.

Entrando nel merito della didattica, la metodologia CLIL consiste nell’introdurre un argomento in lingua italiana e successivamente proporre i concetti principali in lingua inglese, attraverso l’ausilio di video e immagini.

Coyle illustra in maniera chiara i quattro principi guida per la programmazione CLIL:

  • Il primo principio è il Content, ovvero l’argomento disciplinare da svolgere in lingua straniera e le abilità da acquisire
  • Il secondo principio è Communication. La lingua serve per comunicare e apprendere contenuti disciplinari. Tale processo implica imparare la lingua in una maniera un po’ diversa da quanto avviene normalmente durante le lezioni d’inglese.
  • Il terzo principio è Cognition. Nel CLIL gli alunni sono stimolati a utilizzare le abilità cognitive per capire e costruire il loro modo di comprensione dei contenuti.
  • Infine l’ultimo principio riguarda Culture. La lingua è uno strumento per capire gli altri e se stessi, per aprirsi all’accettazione e alla tolleranza, per costruire una cittadinanza pluriculturale.

La metodologia CLIL è strumento efficace per un’effettiva educazione globale dei ragazzi.

Il CLIL è diventato uno dei concetti chiave della politica educativa, sia a livello nazionale che europeo.

Le Indicazioni ministeriali del 2012, tra le varie possibilità metodologiche, nominano l’uso della lingua straniera “per promuovere e veicolare apprendimenti collegati ad ambiti disciplinari diversi”.

La legge 107 pone una grande attenzione alle lingue straniere e per potenziare l’offerta formativa propone l’uso della metodologia CLIL già  a partire dalla scuola primaria.
I documenti europei (Libro BiancoQuadro Comune Europeo di Riferimento) sottolineano l’importanza delle lingue straniere che vengono considerate una delle competenza chiave per i cittadini europei. Si raccomanda la conoscenza di almeno tre lingue comunitarie e il CLIL viene indicato come uno degli strumenti per facilitare la competenza plurilingue e pluriculturale.

La metodologia CLIL offre agli studenti e agli insegnanti l’opportunità di imparare una lingua praticandola ed usandola come strumento per eseguire compiti, risolvere problemi, sviluppare progetti, ecc. La comunicazione nella lingua straniera diventa meno stressante perché il focus non è più l’apprendimento della lingua fine a se stesso, bensì si sposta sull’uso della lingua straniera come veicolo per esprimere idee e quindi favorisce la motivazione e atteggiamenti positivi verso l’apprendimento. Come chiarisce a professoressa Coonan, il CLIL costituisce un nuovo ambiente di insegnamento, nonché di apprendimento e garantire un doppio apprendimento: la lingua attraverso il contenuto ed il contenuto attraverso la lingua: simultaneamente, l’una attraverso l’altro.

Questa sperimentazione rappresenta una nuova sfida educativo-didattica e richiede notevole impegno da parte dei docenti che si avviano ad acquisire e potenziare una formazione specifica come insegnanti CLIL. Inoltre essa implica la necessità di revisione continua del curricolo verticale d’istituto in termini di progettazione e valutazione per competenze, considerando le problematiche, le caratteristiche, ma anche i vantaggi della metodologia CLIL.