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La valutazione

La valutazione

La valutazione rappresenta uno dei momenti più importanti del sistema scuola. È, in effetti, attraverso di essa che si definisce la qualità e la credibilità della scuola.

La valutazione ha attraversato varie fasi, evoluzioni e mutamenti dovuti anche e, soprattutto, ai cambiamenti della società, del progresso e all’essere parte di un fenomeno di globalizzazione sempre più ampio.

Del resto il rinnovamento degli ultimi anni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria va inquadrato all’interno della cooperazione europea per la costituzione di un sistema condiviso di istruzione tra i vari Stati dell’Unione. Questo ha imposto all’Italia di dar vita ad un’organizzazione scuola capace di porre l’attenzione, da un lato sugli studenti, la loro formazione e soprattutto sulla certificazione delle competenze – chiave acquisite così come richiesto le Raccomandazioni del Parlamento del 18 dicembre 2006, le Indicazioni per il Curricolo del 2012, la C.M. n 3, prot. n. 1235 del 13 febbraio 2015 e l’INVALSI quale organo di monitoraggio esterno. Dall’altro si pone l’accento sul ruolo della scuola in quanto Ente educativo che deve cominciare, quindi, a fare autovalutazione, ossia elaborare un processo di rilevazione della qualità del servizio, offerto all’utenza, utilizzando vari indicatori e organi interni ed esterni all’Istituzione per monitorare il suo operato. Ciò anche in attuazione dell’art. 6 del DPR n. 80 de 28 marzo 2013 il quale ha previsto che le scuole elaborino il Rapporto di Auto Valutazione (RAV), al termine del quale si evidenzino i punti di forza e di debolezza della scuola. Sono questi gli elementi da cui bisogna partire per redigere il Piano di Miglioramento (PdM), adeguando nel contempo il Curricolo, il POF e poi il PTOF in stretta collaborazione con le famiglie e gli enti territoriali.

“In questo quadro, il terreno della valutazione (qui intesa come etica del render conto) può rappresentare l’occasione per ricostruire un rapporto positivo tra scuola e società civile” (Giancarlo Cerini)

La valutazione è e resta comunque un momento molto delicato di tutta l’attività che una scuola compie, pertanto richiede: collegialità, collaborazione e condivisione tra le varie componenti dell’Istituzione.

La valutazione interna, l’autovalutazione, la valutazione esterna

Le forme di valutazione interna, l’autovalutazione e la valutazione esterna sono fattori necessari, nella nostra come nella altre istituzioni, per l’individuazione dei punti di debolezza e forza dell’azione educativa al fine di definire modalità di cambiamento e/o miglioramento dell’azione formativa che si va a svolgere.

L’instaurarsi di rapporti più stretti tra didattica e valutazione, richiede alla scuola il monitoraggio continuo e costante del suo operato.

Il monitoraggio all’ interno della nostra scuola verrà effettuato mediante indagini, questionari, test, rivolti a famiglie, personale Ata, docenti e alunni.

Scopo di tutto ciò è trarre informazioni utili alla redazione del progetto didattico e valutativo che si intende perseguire.

Saranno la funzione strumentale sulla valutazione, le altre funzioni, i gruppi di autovalutazione e di studio interni alla scuola a redigere i questionari da sottoporre all’utenza. Successivamente questi saranno analizzati, elaborati e resi noti.

L’autovalutazione d’istituto o peerevaluation è anche strettamente legata alle funzioni ed al ruolo del collegio dei docenti che ha compiti impliciti in merito all’autovalutazione. Infatti esso provvede:

  • all’approvazione dell’operato delle funzioni strumentali;
  • a definire le scelte educative e didattiche per le varie tipologie di alunni che frequentano l’istituzione;
  • Approva il POF nelle linee guida dettate dal Dirigente.
  • Inoltre contribuisce a monitorare una serie di parametri legati:
  • all’impegno degli studenti,
  • alle forme di aggiornamento e sperimentazione di nuove metodologie didattiche che la scuola adotta etc.Sulla scorta, poi, di quanto restituito vi sarà la valutazione esterna condotta da: INVALSI, Indire, Nuclei di valutazione. Ognuno di questi organi nelle sue specificità valuterà l’operato della scuola sia attraverso le Prove Nazionali per le classi II e V della scuola primaria, sia attraverso il RAV e la redazione di piani di miglioramento sia infine, attraverso il ruolo dei nuclei ispettivi che collaboreranno con i precedenti organi. La valutazione è un processo che precede, segue ed accompagna i percorsi progettuali che la scuola pone in essere nei confronti dei propri alunni. Essa non può prescindere da quella che è la normativa attuale che fa riferimento alle seguenti leggi e circolari:
Valutazione degli alunni
  • Tutti questi dati dopo essere stati organizzati e riportati nel RAV (rapporto di autovalutazione) saranno poi confrontati con quelli di altre Istituzioni e resi pubblici.
  • DPR n.122 del 22/06/09 (Regolamento sulla Valutazione)
  • D.L 137/2008 convertito in legge n. 169/2008;
  • D.M 16/01/2009 n.5 Valutazione del comportamento;
  • Regolamento concernente “Coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni ai sensi degli artt. 2-3 del D.L 137/2008;
  • Legge 8 ottobre 2010 (Dislessia);
  • D.M. 12 luglio 2011 (Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento;
  • Indicazioni Nazionali per il Curriculo della Scuola dell’Infanzia e del primo ciclo d’istruzione 2012;
  • D.M. 80/2015
  • C.M. n.3 prot.1235 del 13 febbraio 2015 (norme per la sperimentazione e la certificazione delle competenze).La valutazione quindi assume funzioni differenti a seconda di quello che va ad indagare nel processo educativo.
  • Valutare, quindi, è un compito molto delicato che i docenti devono attuare e, che va svolto con consapevolezza, continuità e condivisione. Non è un mero accertamento del profitto al termine di un periodo dell’anno scolastico, ma è il risultato di una serie di successi conseguiti dall’alunno in merito a: conoscenze, abilità, competenze, comportamenti corretti raggiunti in un dato arco temporale.

La valutazione nella scuola dell’infanzia

Per quanto attiene la valutazione nella Scuola dell’Infanzia, dovrà avvenire, secondo quanto concordato, mediante modalità di osservazione continua e sistematica delle esperienze fatte dagli alunni e, sarà relativa all’azione didattica per essi progettata in relazione ai campi di esperienza.

Gli strumenti valutativi in tale ordine di scuola avranno solo uno scopo pedagogico ed orientativo.

La sintesi delle osservazioni/valutazioni verrà comunicata verbalmente ai genitori mentre le valutazioni effettuate dai docenti saranno consegnate all’ufficio di direzione al termine della scuola dell’infanzia.

 

Campi di esperienza

Indicatori di valutazione

 Il sé e l’altro
  • Interagisce spontaneamente con i compagni collabora alle proposte dell’adulto
  • Esprime i propri bisogni
  • Esprime emozioni
  • È consapevole delle differenze e le rispetta
  • Sa seguire regole di comportamento e assumersi responsabilità
  • Compie scelte proprie
 Il corpo e il movimento
  • Esprime autonomia personale, nelle attività e nella gestione degli spazi
  • Conosce il proprio corpo
  • Esprime sicurezza negli schemi motori di base e nella motricità fine
  • È lateralizzato
  • Esegue un percorso correttamente,
  • Organizza lo spazio del foglio in funzione al contesto da rappresentare
  • Rispetta le regole di un gioco
 Immagini, suoni, colori
  • Comunica emozioni e utilizza il linguaggio corporeo
  • Si esprime attraverso disegno, pittura e manipolazione
  • Sviluppa interesse per l’ascolto della musica
  • Scopre i vari paesaggi sonori
  • Utilizza semplici strumenti
  • Usa la voce.

I discorsi e le parole

  • Pronuncia le parole in modo corretto
  • Possiede un repertorio lessicale adeguato
  • Compie la lettura di immagini
  • Comunica emozioni
  • Sperimenta rime, poesie, filastrocche
  • Ascolta e comprende narrazione e si avvicina alla scrittura

La conoscenza del mondo

(Oggetti, fenomeni, viventi, numero, spazio)

  • Percepisce relazioni di tipo quantitativo,
  • Opera classificazioni in base ad un attributo ed è capace di ordinare e seriare
  • Ricostruisce una sequenza logico temporale stabilisce strutture logiche in base ad una esperienza
  • Formula ipotesi, si pone problemi e ne ricerca la soluzione
  • Osserva gli esservi viventi e l’ambiente da cui provengono
  • Individua la posizione degli oggetti

La valutazione nella scuola primaria

La valutazione nella scuola primaria viene effettuata, come già ribadito, in forma personale, attraverso prove di verifica, per quanto riguarda le discipline e, collegialmente per quanto riguarda la scheda di valutazione alla cui compilazione partecipano anche i docenti di religione cattolica e i docenti di sostegno, laddove è inserito in classe un alunno diversamente abile. Inoltre nella valutazione collegiale deve essere anche valutato il comportamento.

 

Fasi della valutazione

Essendo la valutazione un processo che accompagna l’intero percorso di apprendimento deve seguire degli step:

Valutazione diagnostica attraverso la quale il docente ad inizio anno scolastico, o ad inizio di un nuovo ciclo di studi, verifica con vari strumenti (schede test d’ingresso, etc.)  i livelli di partenza degli alunni,  in modo da avere ben chiare  le competenze precedentemente acquisite  e stabilire da quali livelli partire per progettare il nuovo percorso di apprendimento

Valutazione formativa che è in un certo senso il cuore della valutazione perché in essa si realizza il percorso formativo dell’alunno.  Essa non ha lo scopo di promuovere o bocciare l’alunno, ma quello di contribuire alla sua crescita, ponendo attenzione ai percorsi di apprendimento che non devono avere più carattere nozionistico, ma devono essere centrati che sulle conoscenze e competenze irrinunciabili cui l’apprendimento mira. Attraverso la valutazione formativa si adottano gli interventi formativi adeguati alle esigenze degli alunni, modificando la progettazione e adattandola alle varie necessità.

Valutazione sommativa, che spesso viene definita finale, è una verifica dell’operato dell’alunno, ma anche del docente, perché, con essa si verifica il raggiungimento o meno di quanto progettato ad inizio dell’anno scolastico.  Essa viene effettuate quadrimestralmente e annualmente.

Da questi aspetti ne discende un iter procedurale per la valutazione che nella nostra scuola segue tale percorso:

  • Criteri per la valutazione;
  • Individuazione delle conoscenze, abilità e competenze da verificare al termine di ogni bimestre;
  • Definizione dei criteri di misurazione per attribuire il voto attraverso descrittori di prestazione e indicatori di comportamento;
  • Scheda di valutazione quadrimestrale;
  • Certificazione delle competenze al termine della classe quinta della scuola primaria secondo i modelli previsti dalla normativa vigente. Al fine di ottenere una valutazione delle competenze il più oggettiva possibile, sono stati definiti dei criteri per la “valutazione degli alunni”:

Criteri per la valutazione

  • Per tutti gli alunni oltre i voti e i giudizi relativi alla R.C (che faranno riferimento a quanto disposto dall’art. 309 del Dlgs 297/94) e al comportamento, sarà presente sulla scheda un giudizio globale estrapolato dalla media aritmetica dei voti conseguiti nelle varie prove di verifica ed osservazioni condotte sugli alunni;
  • Per gli alunni diversamente abili (BES fascia A) si seguiranno le indicazioni del PEI e si applicherà la normativa vigente;
  • Per quanto attiene gli alunni DSA/DHD (BES fascia B) debitamente certificati, la valutazione terrà conto delle specifiche situazioni soggettive degli alunni e degli strumenti compensativi e dispensativi messi in atto dal docente;
  • Per gli alunni con bisogni educativi speciali (BES fascia C) la valutazione deve essere correlata al percorso personale di apprendimento dell’alunno mettendo in evidenza e registrando i progressi conseguiti dallo stesso rispetto ad un periodo di riferimento precedente.

Nella Scuola Primaria la valutazione è espressa secondo una scala docimologica che prevede voti dal 5 al 10. Gli alunni potranno non essere ammessi alla classe successiva solo in casi eccezionali e motivati con voto espresso all’unanimità dai docenti della classe. Potranno influire su un’eventuale non ammissione le assenza superiori a quelle decise in e deliberate in Collegio docenti e riferite alla normativa vigente.

La valutazione bimestrale

Al termine di ogni bimestre le docenti avranno cura di elaborare prove di verifica al fine di valutare: conoscenze, abilità e competenze culturali conseguite dagli alunni in base alla progettazione didattica annuale.  Tali valutazioni saranno riportate al termine del quadrimestre sulla scheda di valutazione.

 

Definizione dei criteri di misurazione per attribuire il voto attraverso descrittori di prestazione e di indicatori di comportamento

Al fine di ottenere un processo valutativo trasparente, valido e comprensibile, è opportuno discernere il momento della misurazione, intesa come rilevazione e rappresentazione delle informazioni, da quello della valutazione sintesi ragionata che fa riferimento ad elementi misurabili che, poi, interpreta, collega, elabora, delinea ed esprime.